Gruppo A.M.A. "insieme 8"           SEZ. sAN GAVINO mONREALE

Sabato 12 Settembre 2015  presentazione del Gruppo A.M.A. "Insieme 8"

- con una serata di Prevenzione Oncologica e Promozione della Salute aperta alla cittadinanza, presso il campo di Santa Lucia, S.Gavino Monreale.

L'Associazione Onlus  "InVita la Vita" ha coordinato l'avvio di ben 8 sedi in Sardegna, di gruppi A.M.A. 

Ultimo nato, il Gruppo Insieme n°8, che va ad aggiungersi ai sette in altri paesi del Sud Sardegna.

 

INIZIATIVE LODEVOLI PRO-VOLONTARIATO NEL TERRITORIO DEL MEDIOCAMPIDANO

 

VIDEO PRESENTATO NELL'AMBITO DEL CONCORSO "Give me Five", dedicato alla sensibilizzazione nelle scuole del volontariato.

L’istituto d’istruzione superiore Marconi-Lussu ha rappresentato San Gavino Monreale partecipando con 5 progetti, i quali hanno avuto tutti un ottimo piazzamento.

Più precisamente, due ragazzi di San Gavino Monreale hanno composto un brano musicale, eseguito poi con la loro classe 3A del liceo delle scienze umane “Emilio Lussu”, piazzandosi al secondo posto.

 

(tratto dall'articolo http://www.sangavinomonreale.net/2015/03/26/dona-cio-che-hai-1000-euro-3a-liceo-lussu/)

Breve presentazione del nuovo Gruppo di Auto Mutuo Aiuto, all'interno del Convegno di Psiconcologia, venerdi 12 Giugno 2015

 

 

 

 


A San Gavino nasce “Insieme 8” gruppo di mutuo aiuto di tipo oncologico*
 

*Abbiamo posto alcune domande alla psicologa Alice Bandino, fondatrice e una tra i referenti del gruppo A.M.A.


Che cos’è un Gruppo A.M.A.


Sono strutture autonome (collaborano con le Istituzioni ma non ne dipendono), di piccolo gruppo, a base volontaristica costituita da persone affette da una patologia o da una problematica comune. Lo scopo dei Gruppi A.M.A. è quello dell’aiutarsi vicendevolmente, soprattutto attraverso il sostegno emozionale e socio-emotivo, riunendosi una volta alla settimana o una volta ogni due. Il nostro gruppo A.M.A. è di tipo Oncologico, formato da pazienti e parenti oncologici; si chiamerà “Insieme n°8” -sezione di San Gavino Monreale e inizieremo le attività a settembre. Il numero 8 sta ad indicare che saremo l’ottavo comune in Sardegna ad avere aperto un A.M.A. grazie alla Onlus sarda “InVITA La Vita”, la cui mission è proprio quella di dare sostegno e armi alle persone che sono state colpite dal cancro e che si trovano in una situazione di smarrimento e disorientamento, sostegno attuato sia attraverso la formazione di Gruppi di Auto Mutuo Aiuto oncologici in tutta la Sardegna, che attraverso l’A.D.A.D, ovvero l’Assistenza Domiciliare a Distanza (tutte informazioni reperibili nel loro sito www.invitalavita.it).

Il gruppo si presenterà ufficialmente alla popolazione i primi di settembre, con l’organizzazione di una mezza giornata dell’Oncologia, che ci piace immaginare avrà tra i protagonisti non solo il Gruppo, ma tutti i servizi territoriali e le Associazioni che si occupano di cancro. Ci siamo mossi in anticipo proprio per realizzare al meglio IL TUTTO.


Com’è nata l’idea e da chi è composto il gruppo ”Insieme 8″?


Personalmente l’idea è nata come spesso accade, dopo la morte di mio padre, otto anni fa, a soli 53 anni appena compiuti. A quei tempi non esisteva il D.H.di Oncologia nel nostro ospedale, quindi è stato seguito dall’inizio alla fine a Cagliari, sia per le visite che per la chemio e la radioterapia.
In quegli anni ancora non si sentiva parlare di psiconcologia, non so neanche se ci fosse uno psicologo in reparto, e se c’era e io non lo sapevo, è la conferma che noi parenti non eravamo considerati parte integrante nel percorso di cura di mio padre. Io sono la referente e una facilitatrice del Gruppo; vi sono poi il presidente, la segreteria, il tesoriere, altri facilitatori, i responsabili della sede e delle manifestazioni collaterali al gruppo. Per motivi di privacy non cito i nomi, ma son tutte persone che hanno sposato l’idea e che già si sostenevano l’un l’altro ancora prima che costituissimo l’A.M.A. Sono tutti parenti e/o pazienti oncologici, è un gruppo giovane e la lista cresce giorno dopo giorno, tanto da aver già valutato che a settembre potrebbero partire due gruppi e non uno solo!
 

Com’è articolata oggi la comunicazione medico- paziente oncologico?


Oggi è diverso, con la comunicazione della diagnosi ti viene comunicata dagli oncologi anche la possibilità di avere colloqui con uno psiconcologo, con gli infermieri che ti seguiranno, con l’assistente sociale, in alcuni P.O. anche con la nutrizionista, il chirurgo ecc.ecc., si agisce sul paziente ma si coinvolge tutto il nucleo familiare. Oggi si sa che un corretto sostegno emotivo unito alle terapie biologiche è significativamente incisivo a livello qualitativo della vita dopo la diagnosi di cancro, e le ultime ricerche lo pongono tra i fattori correlati positivamente col buon esito delle cure. Il sostegno nel gruppo A.M.A. non vuole certo sostituirsi al sostegno professionistico psicologico, semmai integrarsi con esso, accogliendo il paziente o parente oncologico in un gruppo dove ognuno ha il suo ruolo, che all’occorrenza può variare, soprattutto nei periodi in cui a causa delle terapie i pazienti o i loro parenti necessitano di meno compiti. Le attività sono numerose e molteplici, volte non solo al sostegno tra pari, ma anche alla prevenzione oncologica. Saranno promossi convegni e aggiornamenti, chiederemo la partecipazione dei medici e degli operatori del nostro Day Hospital cittadino, che spesso vengono invitati nei paesi limitrofi. Si sentiva la necessità di attivare nella nostra cittadina un Gruppo A.M.A., visto il grande interesse che riguarda l’argomento nel nostro territorio, nel quale l’incidenza tumorale è abbastanza alta.


Una piccola anticipazione è stata data venerdì 12 giugno nell’incontro di Psiconcologia organizzato dal Percorso Prevenzione Salute Educazione e Sport di Gianluca Vaccargiu. Come è andata?


È andata bene, ma avendo mandato la locandina a diverse associazioni, ci aspettavamo ancora più partecipazione. Non tanto per l’A.M.A. quanto per l’argomento del convegno oncologico. La mission per chi si occupa di psiconcologia è di sostenere il benessere psicofisico e sociale dei pazienti, dei loro parenti e non farli mai sentire soli. Ben vengano i memorial, le catene tristi su facebook, i nastrini rosa, ma la verità è che il più grande aiuto che possiamo dare loro è il nostro tempo, il nostro aiuto, la nostra creatività, la nostra empatia e le nostre forze nel momento del bisogno quando sono in vita. Dopo restano solo i ricordi e le preghiere.

 

Gian Luigi Pittau

 

 

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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