eMOZIONI E COMPORTAMENTO

A partire dalla metà del Novecento la psicosomatica  si è imposta, come scopo principale, quello di individuare delle caratteristiche psicologiche specifiche che potessero essere considerate come veri e propri fattori di rischio nei confronti delle malattie.

Da queste ricerche sono emersi dati molto interessanti su ciò che concerne il rapporto tra la personalità e la tolleranza allo stress; in particolare è stato possibile suddividere i comportamenti umani in due gruppi, definiti Tipo A e Tipo B (Friedman e Rosenman, 1959)
Gli individui appartenenti al Tipo A sono quelli più esposti allo stress, e presentano una maggiore probabilità di soffrire di qualche disturbo sia fisico che psichico dovuto alla pressione di eventi stressanti (leggi anche stress e malattia). Essi sono, per esempio, molto vulnerabili nei confronti delle malattie cardiovascolari (infarto, ictus, ipertensione etc.). Coloro che appartengono al Tipo B invece, manifestano una più elevata capacità di fronteggiare situazioni potenzialmente stressanti, rendendo di conseguenza minore il rischio di ammalarsi. 
La differenza tra le due tipologie non dipende tuttavia dal fatto di possedere due diverse e ben definite strutture di personalità, quanto al modo in cui viene organizzata la risposta a situazioni stressanti.

Tipo a

La “Personalità di tipo A”, predisposta ai disturbi cardiovascolari, fu descritta nel 1959. Si tratta di un complesso di comportamenti ed emozioni riscontrabile in persone che si sentono cronicamente in lotta, in quanto tendono a raggiungere quanti più obiettivi nel minore tempo possibile, e si contrappongono costantemente alle persone che pongono ostacoli alle loro intenzioni.
 
Questa costellazione di emozioni e comportamenti finisce per costituire un vero e proprio stile, un modello, che il soggetto adotta automaticamente per fronteggiare le esigenze di un ambiente che lui “percepisce” come antagonista e che è intenzionato a controllare.
Comportamento di Tipo A
-Competitività spinta e diffusa a tutti gli aspetti della vita. Tendenza alla sfida e alla lotta.
 
-Aggressività (spesso repressa) presente costantemente in tutte le interazioni personali e sociali. 
 
-Impazienza, insofferenza per i diversi ritmi altrui e per l'insufficienza degli altri. 
 
-Tensione muscolare, discorso "esplosivo", ipervigilanza, difficoltà al rilassamento.
 
-Tendenza a voler fare e ottenere un illimitato numero di cose in un limitato periodo di tempo.
 
-Necessità spinta di avere costantemente il controllo totale nelle situazioni. 
 
-Spinta all'acquisizione di cose, oggetti, beni e in generale al consumo.
 
-Spesso fumo, alcool, attività orali ripetitive. 
 
-Poca attività fisica.
 
-Pochi interessi alternativi al lavoro.
 
-Alimentazione irregolare ed eccessiva

TIPO B

A questo tipo di personalità si contrappone la “Personalità di tipo B”, alla quale appartengono individui tendenzialmente più sereni e rilassati: essi percepiscono il risultato del loro lavoro come appagamento, ricevendone emozioni positive. Sembrano proprio l’immagine speculare dei tipi A, ma non per questo si tratta di persone meno sveglie e produttive: sono semplicemente caratterizzate da meno eccessi, minore tensione e, invece, più pacatezza nell’adattamento alle esigenze dell’ambiente.

 

 

 

 

 

Comportamento di Tipo B
-Competitività selettiva e proporzionata alla reale importanza degli obiettivi da raggiungere. 
 
-Aggressività "fisica" indotta da stimoli adeguatamente frustranti. Aggressività di base ridotta. 
 
-Capacità di adeguarsi e di tollerare la diversità degli altri ed i loro differenti ritmi.
 
-Rilassamento muscolare, discorso tranquillo, vigilanza "fasica" facilità di rilassamento. 
 
-Tendenza a proporzionare le cose da fare e da ottenere in rapporto al tempo disponibile. 
 
-Ridotta importanza dell'avere costantemente il controllo in tutte le situazioni.
 
-Relativa indifferenza al consumo e all'acquisizione di cose inutili. 
 
-Fumo e alcool molto limitati.
 
-Attività fisica.
 
-Interessi alternativi al lavoro.
 
-Alimentazione controllata.

In realtà, si è visto che le persone che s’incontrano nella pratica clinica sono perlopiù delle forme intermedie. Allora, piuttosto che cercare d’individuare una o più “personalità a rischio”, gli studiosi hanno cercato di enucleare quelle dimensioni psicologiche che più si associano alla “iperattivazione” della persona, e si è riscontrato che l’ostilità è la componente che più caratterizza il tipo A:

- un’ostilità che viene in luce nelle situazioni di frustrazione, in cui il soggetto ha la sensazione di non riuscire ad avere il controllo che vorrebbe, sia sulle proprie azioni sia sull’ambiente che lo circonda.

PERSONALITà DI TIPO C

PERSONALITA DI TIPO C. Negli anni ’80 alcuni studi hanno mostrato l’emergere, ora più netto ora più sfumato, di alcune caratteristiche di personalità ricorrenti, che hanno portato all’elaborazione di un modello di personalità definito di “Tipo C” o “Cancer-prone personality”. Si caratterizza da una tendenza comportamentale caratterizzata da un insieme specifico di atteggiamenti (accondiscendenza, conformismo, passività, scarsa assertività), tratti emozionali (tendenza a reprimere le emozioni: in particolare, rabbia e aggressività) e “locus of control” esterno (Phares 1957). La continua repressione emotiva si tradurrebbe, in questi soggetti, in un’iperattivazione ripetuta del sistema neurovegetativo che, a lungo termine, porterebbe alla compromissione dell’efficienza della risposta immunitaria.

Quindi, la personalità di “tipo C” si differenzia da quella di “tipo A” per la tendenza a reprimere le emozioni, invece di esprimerle apertamente e in maniera incontrollata.

PERSONALITà DI tipo d

Personalità di tipo D
Ma c’è un altro profilo di personalità, di cui si parla molto sin dalla fine degli anni ’90: la “Personalità di tipo D”. Si tratta di una persona che prova delle emozioni "negative" (depressione, ansia, rabbia) e le reprime cronicamente. Oggi è oramai un dato acquisito che la repressione cronica delle proprie emozioni e le manifestazioni depressive sono potenti fattori psicogeni in grado di contribuire sia allo sviluppo di ostruzioni coronariche sia al loro aggravamento, fino allo scatenarsi di eventi ischemici acuti.
 
La descrizione del tipo D corrisponde a quello che comunemente ci appare come un individuo cronicamente “stressato”: è pervaso cronicamente da preoccupazione e insicurezza, e alberga, inoltre, sentimenti di tensione, ansia, rabbia e tristezza. Nei comportamenti, questa persona tende ad essere inibita, insicura in presenza di altre persone, è poco assertiva e non ha molta propensione alla conversazione: la sua strategia è il ritiro.

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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