La Condivisione Sociale delle Emozioni

  • —Le emozioni insorgono molto rapidamente ma il loro decadimento può essere lento e lungo nel tempo anche dopo l'avvenimento che le ha suscitate.
  • Durante questo decadimento, ciò che resta è un residuo emozionale che può riattivare l’emozione attraverso la rievocazione mnestica.
  • —La rievocazione dell’emozione e dei pensieri ad essa collegati può avvenire sia a livello intrapersonale attraverso intrusioni  o ruminazioni, sia a livello interpersonale attraverso la condivisione dell’esperienza emozionale con gli altri individui, detta appunto Condivisione Sociale delle emozioni (Matarazzo e Zammuner, 2009).

 

  • Nei suoi numerosi studi sulla Condivisione Sociale delle emozioni, Rimè ha  evidenziato che questa innesca una dinamica sociale positiva al termine della quale i legami affettivi tra emittente e ricevente risultano rafforzati e quindi l'espressione di un'esperienza emozionale promuove un rafforzamento dell'integrazione sociale.
  • —Se l'esperienza emozionale narrata stimola sofferenza, disagio, dolore, ansia, riprovazione, minimizzazione, denigrazione, è probabile che questa dinamica di interesse e empatia non avvenga.
  • Potrebbe, anzi, innescarsi un processo di evitamento e/o isolamento per cui lo stesso mittente per preservare il legame sociale e non essere sgradito dai suoi pari eviterà di esprimere/ condividere emozioni negative che suscitano disagio negli ascoltatori.

 

  • —Archana Singh Manouxé (1998) sostiene che “le esperienze emozionali legate alla vergogna vengono condivise meno delle altre o comunque meno spesso e a meno persone”.
  • —La vergogna sarebbe quindi uno dei fattori suscettibili di alterazione della comunicazione.
  • —La vergogna  e il senso di colpa vengono descritte  da Primo Levi nel romanzo “I Sommersi e i Salvati” (Levi, 1986).


Parlando dei suoi compagni sopravvissuti ai campi di sterminio, l’autore dedica alla Vergogna l’intero terzo Capitolo del suo romanzo: 

 

“I salvati, alienati, potevano arrivare anche al suicidio tanta era la vergogna per non essere morti anch'essi, per non aver fatto abbastanza contro il sistema nazista, quasi colpevoli di omissione di soccorso verso i compagni sommersi”.


—Per Levi il non voler condividere la propria esperienza degli anni di soprusi non era semplicemente la conseguenza dell'eccessiva intensità dell'esperienza dunque, ma l'eccessivo disagio emotivo caratterizzato dalla Vergogna e/o dal Senso di colpa che il suo ricordo suscitava.


—Questa ipotesi venne comparata da Rimè con i risultati di alcuni esperimenti dello stesso Rimè e di Finkenauer (Finkenauer 1998;Finkenauer e Rimè 1998a).

  • —1) L’intensità tra le diverse emozioni (gioia, rabbia, paura, sorpresa, vergogna ecc.) provate nelle esperienze condivise o no, variava solo per la vergogna e il senso di colpa, infatti le esperienze non condivise erano quelle maggiormente gravate da queste due emozioni.
  • —2) Le esperienze non condivise erano quelle cui i soggetti attribuivano a se stessi la responsabilità dell'evento. 
  • —3) La reazione all'evento aveva suscitato nel soggetto desideri di fuga, di liberarsi di se stessi fin quasi a morire, esperienze tipiche del sentimento di vergogna e di colpa (Lewis 2000).

—Se la Condivisione Sociale porta a uno svelamento di sé, la vergogna e il senso di colpa invece si associano al tentativo di dissimulazione del sé.
 

 

 

 

LA CONDIVISIONE SOCIALE  SECONDARIA

 

Ogni episodio che susciti uno stato emozionale in un dato individuo tenderà poi a diffondersi nel suo gruppo sociale e a entrare nella memoria collettiva.
L’esperienza emozionale induce il soggetto che l’ha vissuta alla verbalizzazione e alla condivisione sociale e si è visto che l’ascolto di un racconto emozionale pone l’uditore stesso in uno stato emozionale.
Ne consegue che anche l’ascoltare il racconto dell’emozione spingerà l’uditore alla verbalizzazione e alla condivisione sociale di quell’esperienza, cosicché l’uditore a sua volta tenderà a condividere il racconto con altre persone

 

 

 

La condivisione sociale terziaria



Appurato che se A ha vissuto un episodio emozionale, ne parlerà ad altri individui B che a loro volta, per il principio della condivisione sociale secondaria, ne parleranno ad individui C, c'è da aspettarsi che anche questi ultimi per lo stesso principio, condivideranno il racconto con altri individui D(Fig.1)

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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