EMOZIONI E ASSERTIVITA’

 

Alice Bandino*

*psygoalicebandino@outlook.it

 

Mi scrive una lettrice, team leader in un call center per condividere episodi in cui nonostante disponibilità e umanità, il suo gruppo non riesce a creare quel clima necessario per trascorrere in serenità i differenti turni di lavoro, ponendo lei al centro delle dispute tra dipendenti. La frustrazione e il senso d’impotenza tendono a farle avere reazioni intra e interpersonali poco obiettive con frequenti scatti d’ira, che creano malumori e assenze tra i dipendenti che si dimostrano reazioni non efficaci per la gestione dei conflitti sul posto di lavoro.

Innanzitutto è incoraggiante che un capo dimostri una presa di coscienza come la signora: per essere un leader è importante non trascurare il lato umano e psicologico dei propri dipendenti. Dipendenti sereni e uniti svolgono meglio il loro compito, sentendosi parte integrante della propria azienda, condividendone empaticamente successi e insuccessi. Affinchè ciò avvenga, non è scontato che il capo riesca a stimolare e incentivare questo clima; per riuscirvi è importante che lo stesso sia emotivamente consono al ruolo. Sono utili percorsi psicologici per rafforzare le competenze dell’intero gruppo di lavoro, ma in particolare, è utile che un leader possieda un buon livello di assertività. Dobbiamo partire dall’assunto semplice e un po’ banale che siamo tutti esseri umani, che ci son quotidianamente occasioni nelle quali dipendiamo l’uno dall’altro, e per la nostra sopravvivenza (fisica/psichica/relazionale), son indispensabili rispetto, sostegno e empatia. Quando si sprona un individuo con un “difenditi da solo”, lo si sta invitando a reagire. Essere assertivi è più di un far valere i propri diritti: l’assertività è farsi rispettare senza prevaricare. E’la capacità di condividere tutte le proprie emozioni in modo costruttivo, finalizzato al benessere percepito da tutti i componenti del gruppo, facendo valere le proprie idee senza imporle. Non significa manipolare, significa persuadere per il bene del gruppo. Aziende in cui si è investito sulla formazione umana del personale per incrementare tecniche gestionali efficaci, hanno avuto notevoli benefici, soprattutto quando i capi- reparto risultavano formati all’assertività, capaci di esprimersi senza offendere, liberi di comunicare sensazioni positive e propositive nei confronti degli altri. Si crede erroneamente che un capo per farsi rispettare debba mantenere una distanza tra i dipendenti per scoraggiare “troppa confidenza” tra i ruoli. In realtà da Eric Fromm allo psicologo americano Leo Buscaglia, la psicologia da decenni indaga sull’importanza di comunicare le emozioni positive, di mettere gioia, speranza, amore in ogni rapporto, compreso quello lavorativo; è più diffusa l’immagine del capo che punisce che quella di un capo che abbraccia e incoraggia. Frequenti i casi in cui le dipendenti vengono terrorizzate dall’idea di procreare, se non altro per non perdere il posto di lavoro in caso di parità di altri requisiti. Come imparare ad essere assertivi? Iniziando a umanizzare gli ambienti di lavoro, partecipando a seminari sull’assertività e sull’educazione socio- emotiva, che ancora una volta, dimostra di essere al centro dei rapporti interrelazionali umani. Stimolando la comunicazione nelle aziende e ristabilendo l’equilibrio generale con regole che delimitino diritti/doveri dei componenti per garantire la libertà globale umana di tutta l’azienda.

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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