BULLISMO AL FEMMINILE

                                            Dott.ssa Alice Bandino,

                                           psicologa psygoalicebandino@outlook.it

Abbiamo parlato spesso di bullismo e/o cyberbullismo, oggi lo faremo approfondendo una sostanziale differenza di genere: le emozioni che guidano le azioni delle “Bulle”.

Prima caratteristica che riscontro nel mio lavoro clinico sulle vittime di bullismo è la complessa componente psicologica sottile e subdola attuata nel genere femminile sin da piccole, a partire dalle classi della scuola dell’infanzia fino alla terza età.

Il bullismo femminile adolescenziale e adulto ha spesso connotazioni sessiste e nasce dalla rivalità tra donne e da una società che basa l’autostima femminile sulle attenzioni maschili (a qualsiasi età), e sfocia in malelingue, insulti, isolamenti, prese in giro e pressioni psicologiche.

Le emozioni tipiche del bullismo al femminile sono quelle tipiche di chi vuole divertirsi (sulla pelle degli altri), per rafforzare l’immagine di sé come leader di un gruppo; spesso le bulle vessano altre ragazze ritenute rivali in qualche campo, sia per la propria bassa autostima che per oggettivi limiti personali, culturali o fisici che suscitano rabbia, paura, disgusto(per la propria vita), tale da dover trovare vittime apparentemente più deboli da invidiare e “bullizzare”in maniera speculare proprio infierendo sull’abbigliamento, sul fisico, sul carattere o sulla vita personale delle vittime.

Nei casi di bullismo infantile e adolescenziale, dietro una bulla psicologica troviamo spesso una figlia trascurata affettivamente o materialmente; sovente ipervantata da genitori iperprotettivi o al contrario ipercriticata da genitori troppo esigenti. Le emozioni negative vissute a livello intrapersonale vengono spesso proiettate in coetanee valutate più felici di loro dalle bulle, nonostante si reputi di possedere più pregi delle vittime prescelte che però sembrano essere serene pur coi loro “difetti”. L’ingiustizia che intimamente queste bulle sentono di aver subito nelle loro vita riguardano conflitti genitoriali, trascuratezze affettive o di comunicazione coi genitori, separazioni o lutti precoci, voti a scuola inferiori alle proprie aspettative, discriminazioni varie subìte, primi rifiuti amorosi adolescenziali o partner in età adulta contesi e persi a vantaggio di altre donne reputate sempre meno valide ma più fortunate, gravidanze indesiderate o precoci che limitano un sano sviluppo socio- emotivo in relazione alle fisiologiche tappe della vita. Da questo senso di ingiustizia nasce la rabbia riversata su “un’altra o più di una”al minimo segnale di allarme. Il sostegno psicologico di recupero delle bulle serve proprio per interpretare e rimodulare in modo pro-sociale e personale la vera origine del disgusto, della tristezza, della paura, del dolore per la propria vita che si celano dietro la sottile invidia canalizzata in soprusi psicologici (che possono arrivare anche allo scontro fisico), verso altre ragazze/donne.

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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