EMOTIVA_MENTE CONTRO LA VIOLENZA

 

Dottoressa Alice Bandino,

psicologa psygoalicebandino@outlook.it

 

Per avere una buona intelligenza emotiva e socio-emotiva, è necessario prima di tutto conoscere le emozioni proprie e altrui, sì da poter apprendere e applicare le risposte e le strategie consone all’affrontare le quotidiane relazioni interpersonali, migliorando noi stessi e l’ambiente dove abbiamo programmato di vivere. Si parla tanto e sempre più spesso delle violenze di genere. L’OMS definisce la Violenza come: l’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione. Il 25 novembre in particolare, è stato scelto nel 1999 come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite. L’obiettivo è sensibilizzare le persone dando la parola alle vittime: è giusto informare sulle conseguenze fisiche, psicologiche, sessuali/riproduttive che una donna(ma anche un uomo, un minore, un anziano o un disabile) potrebbe sviluppare, affinchè ci si possa accorgere se una persona adulta o minore che conosciamo, è vittima di violenza. Empatizzare con le vittime, aiuta a comprenderne le scelte e i comportamenti, a capire il grado di gravità della situazione, e ad offrire l’aiuto necessario alla vittima per uscire dalla situazione tossica in cui è invischiata. Ma che percorso professionale ci richiedono una volta giunte in studio? Secondo recenti ricerche americane, sebbene le strategie siano da proporre personalizzate, possiamo empaticamente rispondere con rivalutazioni generali. La donna che chiede aiuto ha bisogno di parlare con qualcuno inizialmente, condividendo le proprie emozioni positive e negative senza inibizioni e senza temere giudizi o pettegolezzi; ha bisogno di uscire, di pensare al presente e elaborare ciò che comunque sarà una perdita, un trauma, una sorta di lutto; ha bisogno di conferme e di essere educata a credere in se stessa e a prendersi cura della propria persona scissa dalla violenza subita; ha bisogno dell’indipendenza economica necessaria per andare avanti. Nel nostro territorio, dove la violenza non conosce limiti di età, razza, istruzione e ceto sociale le Associazioni e gli Enti locali si mobilitano sempre più: “Angeli nel cuore”di Arbus, ha dedicato il 24/25/26 Novembre ad informare e far sentire la voce delle donne che per anni non potevano parlare, decidere. Hanno subìto umiliazioni, minacce, ricatti, discriminazioni, limitazioni economiche, lavorative e sessuali. Gli psicologi agiscono nella Comunità creando, sportelli di ascolto, agendo in rete con psicoterapeuti, avvocati, assistenti sociali, medici specialisti che intervengono con l’Associazione, quando il Servizio Sanitario non può soddisfare gli utenti. La popolazione ha appreso l’importanza dell’autodifesa fisica di prevenzione e la necessità di empatizzare con le vittime, senza giudicare; Angeli nel Cuore supporta materialmente e

psicologicamente tante prese in carico, creando piani di sicurezza(safety planning), sfidando le false credenze e i pregiudizi delle comunità locali.

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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