MOTIVAZIONE E “EUSTRESS”

 

Dott.ssa Alice Bandino,

psicologa,

psygoalicebandino@outlook.it

 

Solitamente si pensa allo stress solo come a una pressione nociva in risposta a stimoli negativi e ostacoli che attivano reazioni psicofisiologiche caratterizzate da ansia, frustrazione, rabbia, tristezza, paura, impotenza.

Eppure, lo stress non è sempre negativo, esistono anche situazioni nelle quali lo stress ci da “una pressione che mobilita all’azione”. Pensiamo di cogliere all’improvviso un ladro nella nostra casa: la velocità e la forza che lo stress ci attiverebbe, potrebbe effettivamente salvarci la vita (eustress); trovare un ladro in casa ogni settimana (come esempio di stimolo stressogeno), diverrebbe invece insopportabile e nocivo per la nostra salute mentale e fisica (distress).

L’eustress, o stress positivo, si riferisce quindi al differente esito che lo stimolo stressogeno attiva nel nostro organismo. Quando siamo positivamente impegnati in un’impresa, un lavoro o un compito, il nostro cervello è immerso in un bagno di catecolamine(adrenalina, noradrenalina, dopamina, tirosina ecc) con effetti tipici dello stress come l’aumento del battito cardiaco, della pressione arteriosa, dei livelli di glucosio nel sangue e un’attivazione generale del sistema nervoso simpatico, ma la motivazione positiva rende il compito “piacevole” e non “spiacevole”come invece nel caso del distress. Il cervello è quindi stimolato da queste sostanze nel restare attento e interessato, rifornito dell’energia necessaria anche per sostenere uno sforzo prolungato; D.Goleman definisce la motivazione intensa “un’ondata di adrenalina”.

La Motivazione è una delle competenze più conosciute dell’Intelligenza Emotiva, una delle soluzioni più efficaci alla gestione appunto dello Stress. Sia nell’ambito lavorativo che personale, agire sulla motivazione intrinseca o estrinseca del paziente, aiuta lo stesso al superamento di quelle situazioni che viste da fuori sembrano ostacoli, ma che in realtà sono opportunità di crescita utili al raggiungimento di un equilibrato benessere. Sebbene attualmente sia di gran moda improvvisarsi motivatori o life-coach seriali, i risultati più duraturi si ottengono se seguiti da uno psicologo; il “bisogno”di realizzarsi non basta se prima non affrontiamo professionalmente l’interrogativo intimo e psicologico contrario: “perché non riesco a raggiungere l’obiettivo?”. In psiconcologia ad esempio, si è capita l’importanza di trasformare lo stress in eustress per far fronte alla patologia, senza fossilizzarsi sulle cause e sulle emozioni comprensibilmente pessimiste della malattia, trasformandole in emozioni positive che non incidono magicamente sull’evoluzione del cancro, ma sul “modo di affrontarlo”. L’eustress è quindi un modo “proattivo”di affrontare gli ostacoli della vita senza farsi travolgere dall’”ondata di adrenalina”, ma cavalcandola. Promuoverlo negli ambienti lavorativi, unendolo alla psicologia ambientale rende i dipendenti più soddisfatti della propria mansione e di conseguenza più produttivi e redditizi sia nella libera professione che come dipendenti.

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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