EMOZIONI E ALIENAZIONE PARENTALE

(parte 1)

 

Dott.ssa Alice Bandino,

psicologa, specialista in psiconcologia,

www.psygoalicebandino.it

 

 

Nel corso degli ultimi anni, la giurisprudenza di legittimità e di merito dedica particolare attenzione a quella che tecnicamente viene definita PAS (sindrome di alienazione parentale), consistente in comportamenti di un genitore“alienante”(che fa una campagna denigratoria contro l'altro genitore) finalizzati a mettere in cattiva luce l’altro, utilizzando il minore come strumento di punizione per l’avvenuta separazione.

A livello giuridico quindi possiamo includere un ventaglio di comportamenti che a vario livello concorrono al “venir meno del fondamentale dovere, morale e giuridico, di non ostacolare, anzi di favorire la partecipazione dell’altro genitore alla crescita ed alla vita affettiva del figlio, e ad essere indicato come responsabile per il grave pregiudizio arrecato al diritto personale di quest’ultimo alla piena realizzazione del rapporto parentale”.

Dovere dei genitori è quello di favorire il rapporto tra essi e il minore, perché entrambe le figure sono fondamentali nel suo percorso di crescita: impedire o ostacolare tale rapporto avrà effetti deleteri sia sullo sviluppo psico- emotivo che sul suo stile di vita sociale e comportamentale futuro.

Lo Psichiatra Richard Gardner ha sviluppato il concetto di "sindrome da alienazione genitoriale" 20 anni fa, definendolo come "un disturbo che si pone principalmente nel contesto delle controversie di affidamento dei figli”. È il risultato di una combinazione di indottrinamento subdolo emotivo, una programmazione (lavaggio del cervello) di madri e padri volti alla denigrazione del genitore bersaglio, al punto che il genitore è demonizzato e visto come il male. Nel DSM 5(l'ultima versione del manuale diagnostico utilizzato a livello mondiale per classificare universalmente i disturbi psicologici), il disturbo viene ridimensionato ma non escluso; le conseguenze dell'alienazione parentale restano un grave danno arrecato ai figli da uno dei due genitori che fondamentalmente non accetta la separazione e si “vendica”atteggiandosi a vittima e “inventando”colpe dell'altro genitore. La comunità scientifica, sebbene divisa tra chi crede e non crede nella classificazione di questa sindrome, è concorde nel valorizzare l'importanza del sostegno dei soggetti a rischio di sviluppare queste “faide emotive”. I figli saranno tentati di “stare dalla parte” del genitore ritenuto più debole, empatizzando e fidandosi delle parole sull'altro genitore, sì da arrivare a sviluppare un astio tale da rifiutare il contatto anche solo telefonico. L'Intelligenza Emotiva mira a sviluppare competenze nel singolo tali da mediare e/o evitare i conflitti in situazioni potenzialmente a rischio. La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ritiene opportuno ribadire l'importanza di garantire il diritto del minore alla bigenitorialità e tutela dagli ostacoli. Nel prossimo numero vedremo nello specifico alcuni comportamenti tipici di alienazione.

(Segue...)

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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