EMOZIONI E VACCINAZIONI

Dott.ssa Alice Bandino,

psicologa

psygoalicebandino@outlook.it

 

Ciclicamente l’opinione pubblica si risveglia in merito all’obbligatorietà o meno di sottoporre i bambini alle vaccinazioni, dividendosi (anche attraverso agguerrite campagne che sfiorano il terrorismo psicologico nei social network) in favorevoli o sfavorevoli.

Le motivazioni di entrambe le fazioni sono spesso accompagnate da materiale reperito online su casi nei quali in seguito alla somministrazione o meno dei vaccini, la salute di bambini, adolescenti o adulti è stata compromessa, a volte diventando irrimediabilmente invalidante.

Negli ultimi anni 90 in Inghilterra venne pubblicata una “falsa ricerca”da un medico (poi radiato e smentito da evidenze scientifiche e dalla magistratura), su un’alta correlazione tra il vaccino MPR (morbillo, parotite e rosolia) e l’autismo. Lasciando al lettore approfondimenti sul caso del dott. Wakefield, ciò che interessa a livello di intelligenza emotiva è che in preda a un contagio emotivo di paura, terrore e ansia vi fu nella popolazione inglese un drastico calo delle vaccinazioni che non è dato sapere se preservò qualcuno dall’autismo, ma che causò matematicamente una documentata impennata nell’incidenza del morbillo e delle sue complicanze (il lettore può informarsi anche sulle stesse). Ricerche scientifiche più recenti hanno messo in luce la possibile associazione tra altri fattori e la comparsa dell’autismo, dall’utilizzo del paracetamolo in bambini geneticamente predisposti a modificazioni a livello ipotalamico, eppure si sentono ancora genitori fermamente convinti nel non vaccinare perché “fa venire l’autismo”.

“Diffondere informazioni correttive per convincere a vaccinare è efficace con gli esitanti ma non con gli antivaccinisti radicali, che, presi dalla difesa delle proprie opinioni, non ascolteranno (ha spiegato Andrea Grignolio, filosofo della Scienza, docente all’Università la Sapienza di Roma e autore di numerosi libri e pubblicazioni sull’argomento).È più utile ed efficace sostituire i (falsi) timori verso i vaccini con la paura (reale) dei rischi correlati alle malattie”.

Sebbene la condivisione delle emozioni sia una delle modalità più diffuse di regolazione delle nostre emozioni, è universalmente oggettivo come i risultati della massificazione nell’utilizzo dei Social Network soprattutto tra coloro che non sono nativi digitali (gli utenti dai 30 anni in su quindi), siano deleteri per il futuro e per l’attuale presente.

[..]“I risvolti sociali di un popolo che rifiuta la cultura, la medicina e l’informazione “ufficiale”, e qualsiasi altro ambito si poggi su di un fondamento scientifico, possono portare conseguenze devastanti soprattutto per quelle generazioni di nascituri che non avranno possibilità di scelta e per quei giovani che oggi hanno come modello una folla di immigrati digitali che hanno smesso di ragionare sulle cose, e che danno più peso alle alternative trovate su internet piuttosto che a decenni di studi di cervelli pensanti sommati ad esperimenti empirici (interessante riflessione su tranelli.com)”.

Psicologicamente e socialmente va incoraggiata la corretta informazione; emotivamente dovremmo nutrire competenze emotive come empatia, proattività, motivazione, responsabilità sociale, esame di realtà ecc.; sarebbe meglio evitare nella comunicazione on line scontri inutili e logoranti, prese di posizione rigide e/o coercitive, evitare di prendere per vere e diffondere con ignoranza le “bufale”, strumentalizzabili e destabilizzanti che poi si riflettono negativamente sulla vita reale di ognuno di noi.

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

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