Intervista al Dott. Ossicini

1) Dottor Ossicini, a quasi venti anni dalla legge 56/1989, di cui lei e' il padre fondatore, come vede oggi l'immagine della Psicologia in Italia?

R. E'difficile dare, in breve, un giudizio sull'immagine della psicologia, in Italia, oggi, perche' si tratta di valutarla non in modo meccanico, ma attraverso un lungo processo durato praticamente oltre un secolo, nel quale la psicologia scientifica ha dovuto superare, nel nostro paese, molto di piu' che in altri paesi, ostacoli difficilissimi e talvolta anche drammatici, visto che nel ventennio fascista e' stata addirittura abortita per legge. In un mio volume "La rivoluzione della psicologia" ho descritto analiticamente questo percorso. Debbo dire che oggi in sostanza l'immagine della psicologia, da un lato, fruisce positivamente di alcuni approdi, specifiche Facolta', un Ordine ed un Albo, ma incontra ancora profondi ostacoli per tre ragioni: una di tipo culturale generale (l'ignoranza del valore della psicologia scientifica); una di tipo professionale (l'inflazione di formazioni spesso senza controllo); ed una, diciamo cosi', di mercato, le possibilita' di sbocco e di impegno della psicologia stessa. 

 

2) Quali motivazioni la spinsero verso la Psicologia nonostante la sua formazione medica? 

R. Le motivazioni sorsero nella mia non breve esperienza di medico ospedaliero, quando mi accorsi quanto era profonda l'influenza della psiche sulla patologia e sulla terapia dei soggetti ospedalizzati. La formazione in psichiatria sorse dal bisogno di approfondire questi aspetti psicologici, ma la delusione fu profonda, quando mi accorsi che la psichiatria ufficiale, legata ad un orientamento rigidamente organicistico (e ad una cultura di orientamento positivistico) non mi permetteva di affrontare a fondo le dinamiche psicologiche specialmente nei rapporti tra coscienza ed inconscio. L'incontro con la psicologia moderna, con la Gestalt, e con la psicoanalisi fu per me decisivo per capire che nella psicologia moderna potevo trovare uno spazio teorico, clinico e nel campo della psicoterapia. 

 

3) Come lei sa, alla Camera si sta discutendo una proposta di legge sulla psicoterapia a convenzione, che finalmente mette sullo stesso piano il corpo e la psiche delle persone. Cosa ne pensa? 

R. Si tratta di capire che cosa significa mettere sullo stesso piano il corpo e la psiche. Non mi pare che esistano come due entita' separate. Se mettere sullo stesso piano corpo e psiche significa dare un uguale dignita' scientifica ad ogni forma di intervento di carattere clinico da quello piu' direttamente legato ad aspetti organici a quello piu' direttamente legato ad aspetti psichici, allora posso essere d'accordo. 

 

4) Cosa pensa del fatto che all'interno di questa proposta di legge e' contenuto un articolo nel quale si dice che "il servizio o il dipartimento a cui pervengono le richieste di accesso alla psicoterapia provvede all'approvazione di un progetto di psicoterapia previa conferma diagnostica effettuata da un medico specialista in psichiatria o in neuropsichiatria infantile del Servizio sanitario nazionale?" Lo ritiene un attacco alla legge istitutiva della professione di Psicologo? 

R. Non solo e' un attacco alla Legge istitutiva della professione di Psicologo, ma distinguere diagnosi da terapia e' un non senso scientifico.

Io sono intervento in molte autorevoli Universita' in varie parti del mondo sui problemi della dinamica psichica umana. Che significa "previa" conferma diagnostica?. Nessuno pensa che la diagnosi possa essere staccata dalla terapia. Si tratta di un processo, di un continuum con prevalenti momenti diagnostici o terapeutici, la stessa terapia aggiorna la diagnosi, la stessa diagnosi non puo' essere staccata da un rapporto con il paziente che e' fondamentale, che non puo' essere occasionale o interrotto meccanicamente. 

 

5) Secondo lei, qual e' l'assunto da cui i medici partono per sferrare un simile attacco all'art. 1 della legge 56/1989? 

R. Ho trattato a lungo questo argomento nel mio volume. Non tutti i medici, ovviamente, sono convinti che sia giusto sferrare questo attacco. Certo, permane nella classe medica un antico orientamento di tipo organicistico, a causa del quale la psicologia moderna non ha spazio, sostanzialmente non e' accettata. Questo a parte, oltretutto, il problema meno nobile della concorrenza professionale in non pochi casi. Purtroppo la cultura generale di questo paese paradossalmente legata ancora sul piano filosofico a posizioni idealistiche che negano alla psicologia ogni dignita' scientifica ha favorito ... lo schieramento dei medici, della classe medica, che nega questa dignita' sulla opposta sponda organicistica-positivistica.

 

Autore : Marialori Zaccaria
Fonte: Ordine Psicologi Lazio 

 

 

Psicologa

Specialista in Psiconcologia

 ALICE BANDINO

Dottoressa in

Psicologia Clinica e di Comunità

 

 

- Studio "PSYGO"

  • Via Roma 171

09037 San Gavino M.le -VS-

 

p. iva 03565620923

 

347/1814992

 

Pagamenti anche in Sardex

 

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© PSYGO Dott.Alice Bandino Partita IVA: 03565620923